Il team tecnico collabora con i gestori locali per identificare le esigenze, rafforzare l'organizzazione della rete e contribuire alla continuità dell'assistenza alla popolazione, inclusi i popoli indigeni.

Il Ministero della Salute ha inviato domenica scorsa (11) un team della Forza Nazionale del Sistema Único di Salute (FN-SUS) in Amazzonia per supportare i gestori statali e municipali nell'organizzazione della risposta dei servizi sanitari agli effetti degli incendi. L'attività si concentra sull'identificazione delle esigenze prioritarie, sulla definizione di misure di supporto e sul contributo alla continuità dell'assistenza alla popolazione.
In collaborazione con le autorità sanitarie locali, il team tecnico sta elaborando una diagnosi situazionale della rete sanitaria. Il rilevamento permetterà di identificare le richieste dei servizi, di valutare la capacità di assistenza e di supportare la pianificazione di azioni per mantenere l'assistenza, compresa quella alle popolazioni indigene.
La diagnosi valuterà anche la disponibilità di professionisti e forniture, le condizioni di trasporto sanitario e i flussi di assistenza, nonché il monitoraggio della domanda di servizi sanitari. A partire da queste informazioni, sarà possibile supportare i gestori nella definizione delle priorità e nell'adozione di misure adeguate alle esigenze di ogni territorio.
L'origine dei foci di incendio è in fase di indagine. Il Ministero dell'Ambiente indica un'azione intenzionale (leggi di più sotto).
L'attività dell'FN-SUS considera anche le cure necessarie in caso di esposizione al fumo, che può aggravare le malattie respiratorie e cardiovascolari. Bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con patologie preesistenti sono tra i gruppi che richiedono particolare attenzione. In questo contesto, lo studio tecnico contribuisce a orientare l'organizzazione dei servizi e la preparazione della rete per assistere la popolazione.
La mobilitazione si verifica in un contesto di emergenza legato agli incendi nello stato. Il 10 ottobre, il Governo Federale ha riconosciuto l'emergenza dichiarata dal Governo dell'Amazzonia in 36 comuni.
Con la presenza del team tecnico e il lavoro di collaborazione con i gestori locali, il Ministero della Salute cerca di rafforzare la capacità di risposta della rete sanitaria, di supportare l'identificazione delle necessità e di contribuire affinché la popolazione colpita abbia accesso continuo e tempestivo alle cure.
Crimine ambientale
Durante un volo effettuato domenica (11/10), il Ministro dell'Ambiente, João Paulo Capobianco, ha individuato numerosi focali di incendio all'interno di aree forestali protette, il che ha sollevato sospetti di azione criminale. A differenza degli incendi che iniziano in pascoli e si propagano alla vegetazione forestale, le focali osservate direttamente all'interno della foresta indicano la possibilità di utilizzo intenzionale del fuoco per degradare la vegetazione e favorire il disboscamento successivo.
Le circostanze di questi incendi e l'eventuale identificazione dei responsabili sono soggette all'indagine degli organi competenti. L'MMA sottolinea che l'uso irregolare del fuoco può configurare un reato ambientale, soggetto alle sanzioni previste dalla legislazione. E, per questo, ribadisce l'orientamento affinché la popolazione eviti l'uso del fuoco, in particolare durante il periodo di siccità, quando le condizioni climatiche favoriscono la propagazione delle fiamme e ampliano i rischi per la salute e l'ambiente.
Misure di risposta
La valutazione sarà condotta attraverso il Diagnostico Situazionale Vivo, strumento tecnico-operativo che raccoglie informazioni di sorveglianza, dati assistenziali, osservazioni sul campo e dialogo con i gestori locali. L'obiettivo è monitorare l'evoluzione dell'incidente, identificare le principali esigenze e orientare la definizione delle misure di risposta.
A partire dai risultati, potranno essere definite azioni di orientamento tecnico e di supporto all'organizzazione dei servizi, spostamento di professionisti ed équipe specializzate o mobilitazione di strutture temporanee sanitarie, inclusi ospedali di campo, qualora vi sia indicazione tecnico-assistenziale.
"Il nostro Diagnostico Situazionale Vivo permette di comprendere l'incidente e di definire, insieme ai gestori, la dimensione esatta della risposta: può iniziare con l'orientamento tecnico e arrivare, se necessario, all'invio di équipe e ospedali di campo. La missione della Forza Nazionale del SUS è identificare dove la rete sanitaria è stata interrotta o sovraccarica e aiutare a ripristinare l'assistenza con rapidità ed efficienza. Prima che la rete torni a funzionare pienamente, meno la popolazione soffrirà.”, afferma Rodrigo Stábeli, direttore della Forza Nazionale del SUS.
Il team dovrà consolidare il rapporto diagnostico iniziale e inviarlo al ministro della Salute. Il documento fornirà il supporto alla decisione congiunta tra Unione, Stato e comuni riguardo alla necessità, alla modalità e alla dimensione del sostegno federale.
Salute Indigena
La missione valuterà anche le condizioni di salute delle popolazioni indigene che vivono nelle aree colpite dagli incendi. Il lavoro sarà svolto in collaborazione con il Ministero della Salute Indigena (Sesai) e in coordinamento con i Distretti Sanitari Speciali Indigena (DSEI) coinvolti. La valutazione cercherà di identificare gli impatti dell'esposizione al fumo, le difficoltà di accesso ai servizi sanitari, eventuali interruzioni nell'assistenza e le esigenze di supporto per i team sanitari indigeni. Saranno inoltre analizzate le condizioni per mantenere l'assistenza nelle comunità, tenendo conto delle specificità territoriali e socioculturali di queste popolazioni.
Ministero della Salute
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