
Il Progetto di Legge 3080/26 istituisce la Politica Nazionale di Incentivo per l'Infrastruttura Cicloviaria sulle Strade Federali. Il testo prevede che la pianificazione delle strade federali debba considerare l'inclusione di piste ciclabili e corsie ciclabili, mantenendo la realizzazione dell'opera facoltativa. La proposta è in esame alla Camera dei Deputati.
La regola si rivolge agli organismi formulatori di politiche pubbliche e di infrastrutture del governo federale e ai gestori - pubblici, come il Dipartimento Nazionale dei Trasporti (Dnit), o privati concessi dalla Agenzia Nazionale dei Trasporti Terrestri (ANTT), responsabili dei progetti di ingegneria di queste strade.
Secondo il testo, l'analisi sull'inclusione di corsie ciclabili è indicata quando si verifica:
- la traversia di aree urbane;
- la connessione tra nuclei urbani vicini;
- un elevato flusso attuale o potenziale di ciclisti;
- presenza di attrezzature sportive, educative, turistiche o comunitarie;
- storia di incidenti con ciclisti;
- potenziale di integrazione con rotte di cicloturismo;
Tra gli obiettivi previsti nella politica pubblica, ci sono:
- ampliare la sicurezza dei ciclisti e ridurre gli incidenti con biciclette;
- incentivare l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto, sport, tempo libero e turismo;
- integrare l'infrastruttura stradale federale ai sistemi cicloviari locali;
- stimolare il cicloturismo;
- contribuire per ridurre le emissioni di inquinanti.
Secondo l'autore del progetto, il deputato Pompeo de Mattos (PDT-RS), le autostrade sono progettate per i veicoli a motore, e i ciclisti finiscono per condividere la pista con camion e autobus, spesso senza una separazione fisica. "Autostrade concepite esclusivamente per veicoli a motore riflettono una visione che non corrisponde più integralmente alle richieste contemporanee di mobilità", ha affermato il parlamentare.
Sostegno e partecipazione
Secondo la proposta, l'Unione potrà sostenere gli interessati all'implementazione di piste ciclabili sulle autostrade federali con manuali tecnici, condivisione di studi, formazione di manager e supporto alla redazione di progetti, oltre a stipulare convenzioni e accordi di cooperazione.
La partecipazione di stati, Distretto Federale e comuni nella nuova politica sarà volontaria.
Il testo non prevede nuove fonti di bilancio per coprire la misura.
Passi successivi
La proposta sarà analizzata in modoconclusivadalle commissioni di Sviluppo Urbano; di Viabilità e Trasporti; di Finanze e Tributi e di Costituzione e Giustizia e di Cittadinanza. Per diventare legge, deve essere approvata dalla Camera e dal Senato.
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