Cosa significa una scuola di qualità?

Di Cidade das Letras: literatura e educação16/10/2026 às 22:4216 visualizzazioni
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Brasil de Fato

Di Jéssica Pacheco

Cosa rende una scuola degna di nota? In fondo, cosa si intende per "qualità"? Queste sono alcune delle domande che guidano le ricerche del gruppo di ricerca "Storia dell'Educazione Brasiliana: politiche e discorsi specialistici" (HISTEB), coordinato dalla professoressa Natália Gil all'Università Federale del Rio Grande do Sul, che si concentra nell'analizzare come il concetto di qualità nell'istruzione è stato costruito e utilizzato nel contesto educativo brasiliano nel periodo 1920–2020.

Al fine di evidenziare che il concetto di qualità è complesso e difficile da definire, vorrei presentare qui alcuni risultati della mia ricerca, che hanno portato alla tesi di laurea intitolataQuando la scuola popolare attira l'attenzione della classe media: il CIEP di Cidreira/RS negli anni 1995–1998, difesa nel Programma di Post-Laurea in Educazione dell'UFRGS nel 2025.

Nel lavoro, ho cercato di comprendere l'implementazione e il funzionamento di un determinato CIEP (scuole create da Leonel Brizola e Darcy Ribeiro), che, di per sé, portano l'emblema di "scuole di qualità". I risultati della ricerca hanno dimostrato che questo CIEP era effettivamente concepito come una scuola di qualità tra il 1995 e il 1998. La sua immagine era positiva nei confronti della comunità scolastica. Tuttavia, quando i genitori e i tutori sono stati interrogati sulla vita quotidiana della scuola, sono emerse alcune contraddizioni. Alcuni affermavano che l'istituzione avrebbe dovuto adottare un curriculum simile a quello delle scuole private, più rigoroso, al fine di garantire una formazione ritenuta adeguata agli studenti.

In altre situazioni, sebbene riconoscessero la scuola come di qualità, sottolineavano che l'insegnamento era debole o insufficiente, analizzando il curriculum. Quindi, sembra esserci una dissonanza nell'idea di qualità attribuita da questi soggetti, il che solleva la questione reiterata: a quale qualità si riferiscono? Cosa portava questi genitori e tutori a percepire la scuola in questo modo? Forse, in questa situazione, l'architettura imponente, descritta dai critici dei CIEP come un "cartellone a cielo aperto", contribuiva alla costruzione di questa immagine di qualità. Tuttavia, sembra ancora essere un concetto vuoto, privo di contorni.

Un altro aspetto rilevante evidenziato dalla ricerca è stato l'alto tasso di abbandono scolastico in quel periodo. In altre parole, si trattava di una scuola che espelleva significativamente i suoi studenti, il che, curiosamente, non sembrava compromettere la sua immagine di qualità. Secondo questa logica, una scuola "forte" era quella che espelleva molto, di conseguenza, di qualità. Ma, allora, essere una scuola di qualità significa escludere, classificare, selezionare i propri studenti?

Oppure, questa logica dell'abbandono è legata al mantenimento di determinati criteri di eccellenza che, nella pratica, rafforzano le disuguaglianze esistenti? Pensiamo che sia possibile problematizzare questa questione considerando che la scuola, spesso, legittima le disuguaglianze trasformando le differenze sociali in differenze di rendimento scolastico.

Possiamo notare che questo impasse rivela la complessità che coinvolge il termine "qualità". Negli anni '90, nel Rio Grande do Sul, la ricerca della qualità nell'istruzione era una bandiera centrale nel dibattito pubblico. Tuttavia, mentre il discorso governativo evidenziava la mancanza di qualità nelle scuole, la comunità scolastica, a sua volta, riconosceva la scuola come di qualità, pur sottolineando la necessità di miglioramenti.

Il fatto è che, sebbene si cerchi di definire cosa sia la qualità, si tratta di un concetto che tende a sfuggire man mano che si cerca di spiegarlo. In questo senso, è opportuno interrogarsi: cosa caratterizza, in definitiva, una scuola di qualità? Queste domande conducono alla riflessione su come il concetto di qualità nell'istruzione è stato costituito nel contesto educativo, nonché sugli elementi multipli coinvolti in questa ricerca. È importante, quindi, sottolineare che non sempre ci riferiamo allo stesso significato quando parliamo di qualità scolastica.

Quindi, vediamo che la valutazione della qualità dell'istruzione si configura come una costruzione sociale direttamente correlata alle aspettative degli individui. Queste aspettative sono strutturate a partire dalle loro posizioni nel campo educativo e nello spazio sociale più ampio, articolandosi al senso di appartenenza di classe e all'accumulo differenziale di capitale culturale, che orienta modalità di percezione, apprezzamento e giudizio sulla scuola.

In questo senso, le esperienze pregresse, individuali o familiari, non solo informano queste aspettative, ma contribuiscono anche alla produzione e alla riproduzione di determinate concezioni di qualità.

In altre parole, quando valutiamo se una scuola è "buona" o meno, mobilizziamo idee socialmente costruite, che variano a seconda della classe sociale e dei percorsi di vita degli individui, tendendo a riprodurre visioni già esistenti nella società.

Jéssica PachecoÈ maestra in Educazione presso l'UFRGS.

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Leggere altri saggi e articoli sull'educazione e la letteratura nella rubrica Città della letteratura: Letteratura ed Educazione in Brasil de Fato.

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Questo è un articolo di opinione. La visione dell'autrice non necessariamente riflette la linea editoriale del giornale.

Fonte
Brasil de Fato
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