
Il Progetto di Legge 2977/26 istituisce la Politica Nazionale di Incentivo alla Tecnologia Assistiva e alla Mobilità Inclusiva. L'obiettivo è aumentare l'autonomia, l'occupabilità e la mobilità delle persone con disabilità. La proposta è in esame alla Camera dei Deputati.
La tecnologia assistiva comprende l'insieme di risorse, prodotti, attrezzature, strategie, pratiche e servizi volti a promuovere la funzionalità, l'autonomia, l'indipendenza e l'inclusione delle persone con disabilità o con mobilità ridotta.
Tra le misure, c'è quella che modifica lo Statuto della Città (Legge 10.257/01) per obbligare i comuni che devono elaborare piani di rotte accessibili a creare Osservatori di Mobilità Inclusiva.
Questi organismi dovranno mappare e monitorare le condizioni di mobilità delle persone con disabilità e i piani di rotte accessibili, producendo dati che serviranno per migliorare le politiche pubbliche e orientare gli investimenti in infrastrutture accessibili.
Investimenti
La proposta modifica anche la Legge brasiliana di inclusione (Legge 13.146/15) per prevedere incentivi agli investimenti del settore privato nell'adattamento dei posti di lavoro, nella fornitura di tecnologie assistive e nella formazione di team per l'inclusione delle persone con disabilità.
L'autrice, deputata Renata Abreu (Pode-SP) (Pode-SP), ha giustificato la misura. "Si spera, con il testo, non solo il miglioramento di risorse, prodotti, attrezzature e metodologie disponibili per le persone con disabilità, ma anche la promozione di una maggiore consapevolezza sociale dell'importanza dell'inclusione e la riduzione delle pratiche discriminatorie sul posto di lavoro."
Obiettivi
Tra gli obiettivi della politica:
- facilitare l'accesso a crediti specializzati per gli utenti di tecnologie assistive, inclusi finanziamenti sussidiati;
- accelerare e semplificare l'importazione di queste tecnologie, in particolare nelle procedure doganali e sanitarie;
- creare meccanismi di promozione della ricerca e della produzione nazionale;
- eliminare o ridurre la tassazione nella catena produttiva e nelle importazioni;
- facilitare l'inclusione di nuove risorse nell'elenco dei prodotti distribuiti dal Sistema Unico di Salute (SUS) e da altri enti pubblici;
- espandere i servizi di diagnosi, intervento precoce, abilitazione e riabilitazione professionale;
- mappare e monitorare l'accessibilità di marciapiedi, edifici pubblici e trasporto collettivo.
Come sarà applicata
La politica sarà organizzata in piani di azione quadriennali, con valutazione biennale dei risultati. Spetterà all'Unione sostenere i piani locali, firmare convenzioni e fornire supporto tecnico e finanziario agli altri enti federati.
Il testo garantisce la partecipazione delle persone con disabilità, singolarmente o attraverso organizzazioni, nell'elaborazione, nell'implementazione e nel controllo delle politiche.
Le spese saranno coperte da risorse dell'Unione, che potrebbero essere integrate da accordi, fondi settoriali e cooperazione internazionale.
Il funzionamento della politica sarà definito da un regolamento del governo federale.
Passi successivi
La proposta sarà analizzata in modoconclusivodalle commissioni di
Sviluppo Urbano; Difesa dei Diritti delle Persone con Disabilità; Finanze e Tributazione; e Costituzione e Giustizia e di Cittadinanza. Per diventare legge, deve essere approvata dalla Camera e dal Senato.
Scopri di più sul processo di discussione delle proposte di legge.
