Il Ministero Pubblico Federale (MPF) ha raccomandato a una dottoressa che opera nell'Unità di Salute di Base Francisca Xavier, a Feijó (AC), di non negare, condizionare, posticipare o interrompere l'assistenza a pazienti indigeni per mancanza di CPF, Carta Nazionale di Salute o qualsiasi altro documento. La raccomandazione è stata emessa dopo il rifiuto di assistenza a indigeni del popolo Madijá che si erano presentati all'unità il 26 ottobre 2026.
Secondo il documento del MPF, gli indigeni erano stati portati all'unità per assistenza medica previamente concordata con le autorità municipali sanitarie, nell'ambito del Progetto Txai. In loco, i pazienti senza CPF non sarebbero stati assistiti.
La coordinazione dell'unità ha informato che l'orientamento era quello di effettuare gli interventi con registrazione in cartella fisica quando non fosse possibile effettuare la registrazione elettronica. La dottoressa, tuttavia, avrebbe inizialmente rifiutato di assistere i pazienti, sostenendo che erano troppi e che l'assistenza richiederebbe troppo tempo. Il Comune di Sanità ha confermato il rifiuto al MPF e ha informato che aveva già istruito l'unità a effettuare gli interventi.
La raccomandazione stabilisce che la dottoressa deve registrare in cartella fisica gli interventi di pazienti indigeni ogni volta che non sia possibile effettuare la registrazione elettronica. Il MPF avverte che la mancata osservanza può portare all'adozione di misure giudiziarie e amministrative per accertare le responsabilità nelle sfere penale, civile, amministrativa ed etico-professionale.
Possibili conseguenze penali
Il documento chiarisce che il rifiuto di assistenza ai pazienti indigeni può, a seconda delle circostanze, costituire il reato di discriminazione o pregiudizio etnico, previsto nell'articolo 20 della Legge n. 7.716/89. Possono anche essere valutate, a seconda delle condizioni cliniche dei pazienti, eventuali episodi dei reati di omissione di soccorso e di condizionamento dell'assistenza medica-ospedaliera di emergenza, previsti negli articoli 135 e 135-A del Codice Penale.
La raccomandazione non afferma che questi reati siano già provati. Indica ipotesi legali che possono essere oggetto di indagine, in base ai fatti e alle circostanze riscontrate. Sul fronte professionale, la Procura della Repubblica sottolinea che il Codice Etico Medico vieta la discriminazione dei pazienti e richiede la redazione di cartelle cliniche per ogni persona assistita. Il Consiglio Regionale di Medicina dell'Acre riceverà una copia del documento per informazione e adozione delle misure appropriate.
Misure per la Secretaria Municipal de Saúde
La Procura della Repubblica ha anche raccomandato alla Secretaria Municipal de Saúde di Feijó di informare formalmente, entro dieci giorni, tutti i professionisti della rete comunale, inclusi medici, personale infermieristico, operatori comunitari, receptionist e personale degli uffici di registrazione, sul diritto degli indigeni all'assistenza anche in assenza di documenti.
La secretaria dovrà dimostrare che ogni professionista ha ricevuto le istruzioni e i documenti tecnici pertinenti. Entro cinque giorni, dovrà essere affisso un avviso nelle reception di tutte le unità sanitarie del comune, informando che l'assenza di documentazione non impedisce l'assistenza dei pazienti indigeni.
L'ente municipale dovrà inoltre informare la Procura, entro dieci giorni, se è stato avviato il procedimento amministrativo annunciato per accertare il rifiuto avvenuto presso l'UBS Francisca Xavier e, successivamente, comunicare i risultati.
La dottoressa e la segretaria comunale di Salute hanno cinque giorni per comunicare se accettano la raccomandazione, riferire le misure adottate o presentare le motivazioni per un eventuale mancato rispetto.
L'assistenza non può dipendere dal CPF
La Procura sottolinea che il diritto alla salute è universale e che l'assenza di CPF, Carta Nazionale di Salute o altro documento non può essere utilizzata come barriera all'accesso al Sistema Único di Salute (SUS). Le norme citate nella raccomandazione prevedono alternative per registrare l'assistenza quando non è possibile effettuare la registrazione elettronica, inclusa l'uso di un fascicolo cartaceo.
Il documento evidenzia inoltre la necessità di attenzione specifica per i popoli indigeni di recente contatto, le cui condizioni sociali, culturali e geografiche richiedono che i servizi sanitari siano organizzati in modo adeguato alle loro realtà. La richiesta di documentazione come condizione preliminare per l'assistenza, secondo le linee guida tecniche citate dalla Procura, contrasta con le norme vigenti.
La raccomandazione è stata firmata dal procuratore della Repubblica Luidgi Merlo Paiva dos Santos. Il documento avverte che il mancato rispetto potrebbe comportare misure giudiziarie, inclusa la possibilità di procedere in base a nuove violazioni attribuibili alla negligenza dei responsabili.
