La Giustizia Federale ha accolto una richiesta urgente del Ministero Pubblico Federale (MPF) e ha ordinato all'Unione di garantire che gli elettori indigeni di tutto il paese possano votare nel secondo turno delle Elezioni 2026, domenica prossima (25). La decisione, pubblicata giovedì (22), dà 24 ore all'Unione per adottare le misure necessarie. Dovrà offrire trasporti gratuiti e alimentazione, sostenere i comuni e fornire interpreti e segnaletica nelle lingue indigene nei seggi elettorali. Le misure si applicano in tutto il paese.
Per la giustizia, il diritto di voto non basta sulla carta: è necessario che le persone possano effettivamente raggiungere le urne. "La distanza geografica, associata all'assenza di trasporti accessibili, può trasformare un diritto formalmente riconosciuto in un privilegio materialmente inaccessibile", si legge nella decisione.
Cosa ha ordinato la Giustizia
L'Unione dovrà:
pagare trasporti gratuiti per fiume, terra o aria, in base alle esigenze di ogni comunità, e fornire alimentazione agli elettori indigeni che devono spostarsi per raggiungere il seggio elettorale. Ciò vale per chi vive in terre indigene e in zone rurali o urbane, inclusi coloro che vivono in città e votano nella riserva;
fornire un supporto finanziario e logistico di emergenza ai comuni, per consentire loro di ottenere carburante, veicoli e imbarcazioni;
organizzare un lavoro congiunto con la Fondazione Nazionale dei Popoli Indigeni (Funai), il Servizio di Salute Indigena (Sesai), i Distretti Sanitari Speciali Indigeni (DSEI), le Forze Armate e la Polizia Federale, per garantire che i viaggi siano sicuri e che gli elettori abbiano cibo durante il tragitto;
garantire interpreti, facilitatori culturali e segnaletica nelle lingue indigene nei seggi elettorali con elettori che necessitano di questo supporto.
La decisione prevede anche un'alternativa: se non è possibile fornire veicoli e imbarcazioni pubblici, la Unione deve restituire alle comunità e alle associazioni indigene le spese sostenute per il carburante per trasportare gli elettori alle urne. Le spese possono essere dimostrate tramite documenti o dichiarazione delle leadership.
Se la Unione non rispetta l'ordine senza una giustificazione, potrebbe essere soggetta a una multa giornaliera di 1 milione di real, importo richiesto dal MPF. La Unione deve anche informare il tribunale con la massima urgenza sulle azioni intraprese per rispettare la decisione. Il Ministero per i Popoli Indigeni e la Funai sono stati chiamati a monitorare e supervisionare l'attuazione.
L'azione del MPF nel processo è condotta attraverso il Gruppo di Supporto al Nucleo Popoli della Foresta, del Campo e delle Acque e all'Attività Socioambientale Specializzata (Gapovoss) dell'istituto in Pará.
Problemi nel primo turno
Secondo il MPF, durante il primo turno del 4 ottobre, molte comunità indigene hanno riscontrato difficoltà nel raggiungere i luoghi di voto. Mancavano trasporti gratuiti via fiume e terra, carburante, cibo e supporto logistico. Sono state riscontrate anche barriere linguistiche e culturali, poiché non c'erano interpreti né segnaletica nelle lingue indigene.
In Pará, i problemi hanno colpito i popoli Araweté, Arara, Parakanã, Xikrin e Munduruku. I Munduruku, ad esempio, hanno affrontato difficoltà nei spostamenti a Jacareacanga e Itaituba. La decisione menziona anche la Terra Indigena Apyterewa, accessibile solo via fiume e situata a 10 ore da Altamira, e la Terra Indigena Kuruaya, le cui sette comunità si trovano a oltre 500 chilometri da Altamira, dove i residenti hanno votato nelle elezioni precedenti. In entrambi i casi, le comunità avevano già richiesto urne elettorali nei loro territori prima delle Elezioni 2026.
La decisione include anche i dati inviati al Procuratore Generale della Repubblica dal Ministro per i Popoli Indigeni. Dimostrano che l'astensione nelle sezioni elettorali situate nei territori indigeni è stata molto superiore alla media nazionale del primo turno, che è stata del 21,08%. Nella Terra Indigena Nonoai (RS) e a Santa Cruz Cabrália (BA), l'astensione ha raggiunto circa il 36%. Nella Riserva Indigena di Dourados (MS), è stata di circa il 35%.
Richieste presentate dal 2024
Secondo l'azione, il MPF sta trattando l'argomento dal 2024. Da allora, ha aperto procedure, inviato note e partecipato a riunioni con altre agenzie, comprese le richieste per installare sezioni elettorali in territori indigeni. Il 15 ottobre, il MPF ha inviato una nota al Tribunale Regionale Elettorale del Pará (TRE-PA). Il tribunale ha risposto che esistevano limitazioni pratiche, operative, di bilancio e temporali per soddisfare le richieste.
Per la giudice federale, i documenti dimostrano che il problema era già noto alle autorità pubbliche e si ripete ad ogni elezione. Ha affermato che la mancanza di budget, i tempi brevi o le difficoltà operative non possono essere utilizzati in modo generico per giustificare l'assenza di provvedimenti.
La decisione spiega anche l'urgenza del caso. Se un elettore non vota per mancanza di trasporto, una decisione successiva non gli restituisce la possibilità di votare in quel turno.
Passi successivi
La decisione è urgente e provvisoria (limine), e l'Unione è stata chiamata a presentare la sua difesa. L'azione prosegue per il giudizio delle richieste definitive. Tra queste, c'è la creazione e la manutenzione permanente di un Piano Nazionale di Accessibilità Logistica e Linguistica Elettorale Indigena, che valerebbe per tutte le prossime elezioni.
Azione Civile Pubblica n. 1070481-32.2026.4.01.3900
